125) McLuhan. Sui media caldi e freddi.
Marshall McLuhan (1911-1980)  il pi noto, letto e citato teorico
dei mezzi di comunicazione di massa. In questa lettura egli
afferma che i Media caldi comportano un basso grado di
partecipazione del pubblico, mentre quelli freddi lo coinvolgono
molto di pi.
M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano,
1967, pagine 31-33.

 C' un principio base che distingue un medium caldo come la
radio o il cinema, da un medium freddo come il telefono o la TV.
E' caldo il medium che estende un unico senso fino a un'alta
definizione: fino allo stato, cio, in cui si  abbondantemente
colmi di dati. Dal punto di vista visivo, una fotografia  un
fattore di alta definizione, mentre un cartoon comporta una
bassa definizione, in quanto contiene una quantit limitata di
informazioni visive. Il telefono  un medium freddo, o a bassa
definizione, perch attraverso l'orecchio si riceve una scarsa
quantit di informazioni, e altrettanto dicasi, ovviamente, di
ogni espressione orale rientrante nel discorso in genere perch
offre poco ed esige un grosso contributo da parte
dell'ascoltatore. Viceversa i media caldi non lasciano molto
spazio che il pubblico debba colmare o completare; comportano
perci una limitata partecipazione, mentre i media freddi
implicano un alto grado di partecipazione o di completamento da
parte del pubblico E' naturale quindi che un medium caldo come la
radio abbia sull'utente effetti molto diversi da quelli di un
medium freddo come il telefono.
[...].
Un medium caldo permette meno partecipazione di un medium freddo;
una conferenza meno di un seminario, un libro meno di un dialogo.
Con la stampa molte forme precedenti vennero escluse dalla vita e
dall'arte e molte altre acquistarono una nuova intensit. Ma la
nostra epoca  piena di casi che confermano il principio secondo
il quale la forma calda esclude e la forma fredda include.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume V, pagine 555-556.
